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Casa, prezzi ancora giù in Italia e Londra rischia lo scoppio della bolla

La crisi zavorra il mercato immobiliare italiano, mentre Brexit – l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea – rischia di far scoppiare la bolla del mattone nel Regno Unito: secondo il centro studi del portale Casa.it dieci giorni dopo il referendum i prezzi delle abitazioni sono calati del 5,5% con un picco di richieste per la Scozia. Glasgow, infatti, ha già fatto sapere di non voler lasciare la Ue.

Istat. Tornando all’Italia, invece, all’inizio del 2016 prosegue la contrazione dei prezzi delle abitazioni, anche se con un’intensità minore. Nel primo trimestre dell’anno, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie (Ipab) rilevato dall’Istat, diminuisce dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,2% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -1,7% nel trimestre precedente). In sei anni, dal 2010, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti del 14,9% con un calo molto minore per le abitazioni nuove (-2,3%) rispetto a quelle esistenti (-20%). I ricercatori dell’Istat osservano come il primo trimestre “conferma la vischiosità dei prezzi rispetto agli andamenti del numero di abitazioni scambiate che è invece in marcato aumento (+20,6% rispetto al primo trimestre del 2015 secondo i dati diffusi dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate)”.

Brexit. Secondo il centro studi di Casa.it, dopo Brexit a Londra i valori delle trattative sono calati di ben 5,5 punti percentuali, mentre la domanda è diminuita del 19% in 4 giorni. Anche il mercato degli immobili di pregio ha subito un rallentamento, soprattutto nelle zone top come il quartiere di Kensington e l’area di Notting Hill. Boom delle richieste di case in Scozia (+150%) da parte di famiglie del Regno Unito. “Lo spettro di una “Bolla Brexit”, sul mercato residenziale londinese viene considerata più che probabile dalla maggioranza degli operatori locali – dichiara Alessandro Ghisolfi, responsabile del Centro Studi

di Casa.it – soprattutto per quanto concerne il segmento top del mercato”. Anche perché l’esito del voto è stato del tutto inatteso: basti pensare che nell’ultimo trimestre i valori di vendita delle case a Londra avevano registrato una nuova crescita del 9,8%.