fbpx
Nessun commento

Sopravvissuti al GDPR? Ieri la dead line!

Il 25 maggio 2018 verrà ricordato come la dead line del GDPR, ieri infatti è irrimediabilmente scaduto il termine ultimo per l’adeguamento al GDPR e le nostre caselle di posta elettronica sono state invase da centinaia di mail che chiedevano, promettevano e giuravano che in nostri dati non sarebbero stati divulgati a nessuno e per nessun motivo.

Bene!

Ma che cos’è il GDPR? Come incide nel nostro lavoro di agenti immobiliari? GDPR è l’acronimo di General Data Protection Regulation (Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati), si tratta precisamente del Regolamento Europeo numero 679 del 2016.

In che cosa consiste? In estrema sintesi, il GDPR chiarisce come i dati personali debbano essere trattati, incluse le modalità di raccolta, utilizzo, protezione e condivisione. L’obiettivo è quello di rafforzare la protezione dei dati personali, dando la possibilità ai singoli utenti di averne il pieno controllo.

Come incide nel lavoro quotidiano dell’agente immobiliare? Dunque per rispondere a questa domanda, anche sulla base delle direttive presenti nella Guida alla_privacy redatta dalla Fiaip, bisognerebbe fare due distinguo: se si parla di online o offline. In questo secondo caso immagino che se Tizio o Caio mi chiama al telefono per avere delle informazioni sull’immobile X e mi lascia il suo numero di cellulare e/o email per ricevere nuove foto, altri dettagli o ADDIRITTURA una planimetria, è lecito (spero!) supporre che Tizio mi consenta di inviargli email o fargli una telefonata per organizzare il sopralluogo…giusto? Speriamo vivamente che questo tipo di dato personale non abbia bisogno di un consenso scritto, altrimenti dovremo invitare tutti coloro che vorranno anche solo delle semplici informazioni, in ufficio a firmarci un consenso e a riempire i nostri archivi di carte per giustificare l’uso di un contatto piuttosto di un altro!

Gdpr_Fear

Diverso è il discorso se questo numero di telefono o email dovesse essere utilizzata per inviare delle newsletter, per aggiornare il cliente sulle novità riguardanti i servizi dello studio. Per questa attività ho bisogno di un consenso del cliente. A tal proposito, in attesa che l’isteria da GDPR alleggerisca un po’ le caselle di posta elettronica, vi anche noi chiederemo il consenso all’invio di informazioni saltuarie, comunicando in modo chiaro e trasparente, come tra l’altro abbiamo sempre fatto, che i singoli dati personali non verranno trasmessi a enti terzi (a meno che non si tratti del commercialista all’emissione di una fattura di vendita o di acquisto) e che ognuno di voi ha diritto alla revoca del consenso rilasciato.

La questione online è comunque decisamente più complessa e nel nostro caso anche plurilingue, i nostri siti web, landing page, newsletter e pagine social, dovranno essere adeguati in conformità alle informative privacy e alle Cookie policy (la Cookie Law ad esempio richiede il consenso informato degli utenti prima di installare cookie sui loro dispositivi e di iniziare il tracciamento).

In attesa di poter affrontare l’argomento con maggiori elementi, stiamo uniformando, sulla scorta dei formulari prodotti dal pool di avvocati ed esperti della Fiaip, la nostra modulistica.

Nessun commento

Affitti a canone concordato. Cosa sono?

I contratti d’affitto a canone concordato guadagnano sempre più terreno. Grazie all’agevolazione della cedolare secca con aliquota al 10% e altri incentivi, sempre più proprietari aderiscono ai contratti agevolati.

Già nell’anno scorso (anno d’imposta 2016) il numero dei contribuenti che ha scelto la flat tax ridotta è cresciuto del 28,8%, nell’arco di sei anni, si sono moltiplicati per nove: da 65mila contratti nel 2011 ai quasi 592mila nel 2016!

In cosa consistono i contratti concordati?
Sono dei contratti particolari che prevedono delle agevolazioni per i proprietari di casa e per gli inquilini per immobili residenziali:

  1. la prima differenza è che durano meno dei contratti tradizionali: 3 anni più 2 di rinnovo automatico alla prima scadenza (oppure, per le locazioni brevi, da 1 a 18 mesi, o per studenti, da 6 mesi a 3 anni).
  2. il canone sarà quindi più basso di quelli di mercato, calcolati nella fascia compresa tra i minimi e i massimi individuati dai sindacati dei proprietari e degli inquilini locali, in appositi accordi territoriali che vanno rinnovati periodicamente.
  3. uno ‘sconto‘ per il proprietario di casa su Imu e Tasi (imposta ridotta del 25% più eventuali aliquote ridotte decise dal Comune) e sulla tassazione dei canoni (cedolare al 10% anziché al 21% o deduzioni forfettarie del 30% su Irpef e registro).
  4. aderendo inoltre alla cedolare secca, si ha diritto all’esenzione dall’imposta di registro del 2%, dalle addizionali regionali e comunali, e dall’imposta di bollo – pari a 16 Euro per ogni 4 facciate del contratto, o per ogni 100 righe.