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La Legge di Bilancio 2018: i principali aggiornamenti e novità riguardanti il settore immobiliare

Quali sono i principali aggiornamenti e novità contenuti nella legge di Bilancio 2018 per quanto riguarda il settore immobiliare?

 

  1. Sono previste sanzioni amministrative (da 3000 a 5000 euro) per gli agenti immobiliari non coperti da assicurazione per rischi professionali (art.1, c. 993).
  2. Prorogata per gli anni 2018 e 2019 l’aliquota al 10% della cedolare secca per i contratti a canone concordato (così come per i contratti agevolati stipulati nei Comuni sottoposti allo stato di emergenza) (art.1, c. 16).
  3. La detrazione Irpef prevista per gli studenti universitari sui canoni di locazione, vale per i periodi d’imposta dal 31/12/2017 al 31/12/2018 (art.1, cc. 23-24).
  4. I Comuni potranno replicare per l’anno 2018 – con espressa deliberazione del Consiglio comunale – la stessa maggiorazione della Tasi attuata per gli anni 2016 e 2017.
  5. Così come, sempre per il 2018, come già avvenuto per il 2016 e 2017, sarà possibile disporre la maggiorazione dello 0,8 x 1000 da parte dei Comuni per le abitazioni principali appartenenti delle categorie catastali A1, A8 e A9.
  6. Sono previsti contributi per interventi conservativi volontari su beni culturali di proprietà privata. Dal 1° gennaio 2019 i contributi del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per interventi conservativi volontari su beni culturali di proprietà privata (definiti tali dall’art. 35 del Codice dei beni culturali (d.lgs. 42/’04), saranno concessi per un massimo di 10 milioni di euro per il 2019 e di 20 milioni di euro annui dal 2020 (art.1, comma 314).
  7. In caso di sottoscrizioni di assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate per unità immobiliari ad uso abitativo, si prevede che dall’Irpef possa essere detratto un importo pari al 19% dei premi (art. 1, comma 768).
  8. La pubblicità delle vendite giudiziarie immobiliari, gestite dagli uffici dei Tribunali competenti in materia di esecuzioni immobiliari, deve avvenire mediante i quotidiani cartacei più diffusi sul territorio nazionale e attraverso i siti web (art. 1, comma 1101).
  9. NON è stata prorogata la detrazione del 50% dell’IVA in caso di acquisto di beni immobili di classe energetica A e B. Tale agevolazione spetta pertanto solo in relazione agli atti stipulati entro il 31.12.2017 (art. 1, comma 56, L. 28 dicembre 2015, n. 208).
  10. Così come NON è stata prorogata la deduzione del 20% delle spese per acquisto di unità immobiliari di nuova costruzione a destinazione residenziale di classe energetica A o B destinate alla locazione (art. 21 D.L.n.133/2014).

 

Per maggiore approfondimento vi alleghiamo le agevolazioni fiscali (alcune prorogate, altre introdotte ex-novo dalla Legge di Bilancio 2018) in materia di ristrutturazioni edilizie, acquisto mobili, interventi di risparmio energetico, antisismici e sulla “sistemazione a verde” (ALLEGATO: Agevolazioni_fiscali_2018).
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Edilizia residenziale pubblica o edilizia popolare. Una materia complessa, cerchiamo di fare un po’ di chiarezza!

In questi giorni ci siamo trovati ad improntare un compromesso per la vendita di un immobile realizzato in edilizia residenziale pubblica. Quello dell’edilizia residenziale pubblica è un ambito molto complesso che talvolta anche gli stessi notai masticano con difficoltà. Infatti la normativa di riferimento per l’edilizia residenziale pubblica è molto frammentata e oggetto di numerose modifiche legislative, non sempre coordinate tra loro il che purtroppo hanno dato vita ad interpretazioni diverse.

Poiché si tratta di una materia di non facile comprensione, anche per gli addetti del mestiere, bisogna fare un po’ di chiarezza. Procediamo per gradi.

 

Cos’è l’edilizia residenziale pubblica?

L’edilizia residenziale pubblica è un settore dell’edilizia realizzato dallo Stato (direttamente o indirettamente) o da privati ma con finanziamenti pubblici, allo scopo di creare e fornire alloggi abitativi a favore dei cittadini con basso reddito. Si tratta quindi di alloggi acquistabili a prezzi ridotti ma che in compenso sono sottoposti a divieti temporanei di alienazione o a limiti/vincoli nella commerciabilità.

Come è organizzata l’edilizia residenziale pubblica?

L’edilizia residenziale pubblica è divisibile in tre sottocategorie: l’edilizia sovvenzionata, l’edilizia agevolata e l’edilizia convenzionata.

 

L’edilizia sovvenzionata riguarda gli alloggi costruiti direttamente dallo Stato o da Enti pubblici come ad esempio l’ATER (Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica). Per questo tipo di alloggi è solitamente prevista l’inalienabilità, a pena di nullità del contratto, per 10 anni dalla data di stipulazione del contratto e comunque fino a quando non sia stato pagato l’intero prezzo. Inoltre è prevista la prelazione a favore dell’Ente Pubblico costruttore in caso di vendita dopo i 10 anni.

 

L’edilizia agevolata invece è quella sottocategoria dell’edilizia residenziale pubblica che riguarda quegli alloggi costruiti da imprese private ma con contributi pubblici. Per questo tipo di alloggi è di solito prevista l’inalienabilità per i primi 5 anni. Nei primi 5 anni dall’assegnazione o dall’acquisto, è prevista la possibilità di alienazione solo previa autorizzazione della Regione e per gravi motivi. Decorsi i 5 anni possono essere alienati liberamente.

 

L’edilizia convenzionata è quella sottocategoria caratterizzata da alloggi costruiti da imprese private che hanno sottoscritto un’apposita “Convenzione” col Comune. Gli alloggi in edilizia convenzionata si dividono in proprietà superficiaria o in piena proprietà.

Gli alloggi in proprietà superficiaria di solito non sono previsti vincoli di inalienabilità.

Mentre per gli alloggi in piena proprietà erano previsti divieti di vendita, pena la nullità dell’atto, per 10 anni e successivamente la possibilità di alienazione era subordinata all’autorizzazione della Regione, ma con la Legge n. 179/1992 sono stati aboliti sia i vincoli di alienazione che i vincoli sulla commerciabilità. Quindi gli alloggi in edilizia convenzionata possono essere ceduti a chiunque, a qualsiasi prezzo e in qualsiasi momento.

Come procedere se si vuol vendere un immobile ATER?

Quando si deve trattare la vendita di un immobile appartenente ad una di queste categorie è prioritario capire con quali divieti e obblighi ci si deve confrontare. Non bisogna limitarsi a leggere l’atto di provenienza perchè la disciplina è legale e spesso nell’atto di provenienza è solo citata l’anonima dizione di legge.

Avendo il conforto del referente notarile, quindi, bisogna individuare precisamente la legge di edilizia residenziale pubblica applicabile e di conseguenza gli obblighi.

A volte, la situazione si complica perchè nella stessa compravendita concorrono sia le norme dell’edilizia agevolata che quelle di edilizia convenzionata. Altre volte invece capita che le Convenzioni edilizie (oltre agli atti di provenienza conseguenti) continuino a mantenere vincoli e divieti addirittura anche dopo gli effetti della 179/1992…insomma si tratta di un vero e proprio campo minato per gli agenti immobiliari che in alcuni casi, se non adeguatamente informati dai proprietari, non possono neanche sospettare di essere incappati in un alloggio di edilizia residenziale pubblica, pur avendo a disposizione i documenti catastali e l’atto di provenienza!

Quindi ai clienti acquirenti suggeriamo di affidarsi ad agenti immobiliari scrupolosi che se si presentasse una compravendita afferente alle norme di edilizia residenziale pubblica avranno lo scrupolo di confrontarsi con dei notai e trovare la strada più lineare per il buon fine dell’affare!

Fonte di riferimento: blog del notaio Massimo d’Ambrosio

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Bonus Ristrutturazioni: le agevolazioni fiscali.

Mancano davvero poche settimane al termine del periodo di maggiorazione del Bonus Ristrutturazioni.

Il prossimo 31 dicembre scadrà la possibilità di detrarre dall’imposta Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) il 50% (anziché il 36%) delle spese sostenute per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici residenziali insistenti sul territorio italiano. Questa agevolazione vale anche per l’acquisto di abitazione antisismiche e per l’adozione di interventi di miglioramento o edificazione ex novo in linea con le misure antisismiche.

Alle spese di ristrutturazione edilizia possono essere collegate anche le spese per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.

A partire dal 1 gennaio 2018 l’agevolazione tornerà al 36% per un massimo di 48000 euro.

Per maggiori dettagli, consultate la guida alle agevolazioni sulle ristrutturazioni aggiornata a settembre 2017 dall’Agenzia delle Entrate (guida).

Il Bonus Ristrutturazioni in sintesi:

A. I contribuenti possono usufruire delle detrazioni Irpef del 50% (per un massimo di 96.000 euro) per:

  • le spese di ristrutturazione sostenute tra il 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2017 per singola unità immobiliare (dal 2017, tuttavia, la detrazione è consentita solo se l’intervento di ristrutturazione edilizia è iniziato in data non anteriore al 1° gennaio 2016);
  • le spese dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, nonchè ristrutturazione edilizia delle parti comuni degli edifici residenziali;
  • l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione (in questo caso per un massimo di 10.000 euro).

B. Come funziona?

  • La detrazione deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi.

C. Chi può usufruirne?

  • Tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato. L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese.

D. Cosa bisogna fare per usufruirne?

  • È sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto di provenienza che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.
  • Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche on line), da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

E. Cosa conservare?

  • I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

Quindi se avete acquistato una casa da ristrutturare, avete ancora qualche mese per poter usufruire di queste agevolazioni. Non fatevele scappare!

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Drone Eye International: servizio video e foto con drone professionale

Drone Eye International è il nostro ultimo arrivato tra i servizi di marketing immobiliare che mettiamo a disposizione dei nostri clienti proprietari e acquirenti.

Con il servizio di video e foto con il drone, valorizziamo le grandi proprietà immobiliari ed effettuiamo riprese in tutta Italia e in particolare nel Lazio, Umbria e Toscana utilizzando il nostro drone avanzato, l’ENTERPRISE 001, certificato dall’Enac.

L’idea di utilizzare un drone, un piccolo velivolo comandato a distanza, per mostrare a pieno e in poco tempo, le proprietà di cui trattiamo la vendita è nata qualche anno fa quando ci siamo resi conto che usare le viste catturate da Google Earth non era più sufficiente per raccontare ai clienti le caratteristiche delle grandi proprietà agricole di cui proponevamo la vendita.

Infatti, realizzare una panoramica con vista dall’alto, non solo risulta più veloce ed immediato, ma ha il potere di immergere lo spettatore nel contesto del luogo, mostrando la complessità del paesaggio con un’efficacia molto più esaustiva di tante foto tradizionali.

Se questo servizio nasce per le grandi aziende agricole, nel nostro studio ha trovato applicazione anche nel campo delle ville e dei casali per i quali spesso racconta la vicinanza alla rete viaria, la distanza dai servizi o dalle abitazioni limitrofe, non ultimo lo stato di conservativo delle coperture.

Insomma una vera e propria visita guidata che si può fare stando seduti comodamente sul divano di casa propria.

Video servizio drone

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MI COMPRATE LA CAMERETTA?

Quante volte i nostri figli ci hanno supplicato di dedicare loro un’intera stanza della casa, uno spazio privato da non condividere con i propri fratelli o sorelle? A Settembre, con l’inizio delle scuole, questa necessità sembra accentuarsi.

In questo momento dell’anno i grandi riprendono a pieno ritmo il lavoro mentre i piccoli ricominciano a trascorrere la maggior parte del tempo tra i banchi di scuola, e inevitabilmente, in tutte le famiglie con bambini in età scolare, si presenta l’esigenza di adeguare lo spazio domestico alla loro crescita.

Un bambino che va a scuola avrà bisogno di una cameretta in cui sentirsi a proprio agio quando studia, suona, gioca, riposa, insomma uno spazio vivibile negli anni, che si adegui alle necessità di ogni età. Noi di Immobiliare Med–Imm questo lo sappiamo bene e vi vogliamo dare qualche consiglio per regalare ai vostri piccoli una cameretta da sogno.

  1. SISTEMARE LA SCRIVANIA DI FRONTE LA FINESTRA

Uno degli aspetti fondamentali per avere una camera confortevole è che sia luminosa, possibilmente di luce naturale. L’area dove i nostri bambini realizzeranno i primi disegni, dove impareranno a scrivere e a risolvere problemi di matematica, dovrebbe essere collocata in corrispondenza di una finestra, che possa illuminare la scrivania, posta preferibilmente in posizione frontale. In questo modo infatti non si faranno ombra con il proprio corpo e, in futuro, lo schermo del pc non verrà oscurato dal riflesso del sole, che ne impedirebbe una visione corretta.

 

  1. POSIZIONARE LE LAMPADE SUL LATO OPPOSTO A QUELLO DELLA MANO CHE SCRIVE

Sempre in tema illuminazione, la luce artificiale, in particolare le lampade da scrivania, dovrebbero essere posizionate in maniera opposta alla mano con cui si scrive. Così la luce artificiale verrà proiettata direttamente sul foglio senza l’ombra della mano.

 

  1. POSIZIONARE LO SCHERMO DEL PC ALMENO A 60 CM DAL VOLTO

Quando i nostri figli inizieranno ad avere libero accesso ai computer, assicuriamoci che posizionino lo schermo parallelamente agli occhi e ad una distanza minima di 60 cm dal volto, affinchè non affatichino eccessivamente la vista. Per proteggere ulteriormente gli occhi dai raggi emessi dalla luce dello schermo, esistono delle app per pc che regolano la luce dello schermo a seconda della luce naturale (passare le ore serali davanti al pc è infatti più pericoloso per gli occhi), noi vi consigliamo questa, https://justgetflux.com/, gratuita e molto utile.

 

  1. OPTARE PER MOBILI DAI COLORI NEUTRI

Quando scegliete la cameretta per i vostri bambini non fatevi sempre convincere dalle loro scelte di stile o dai lori capricci (per quanto sia molto difficile), sono bambini e le loro scelte sono dettate dall’istinto e dal momento, quello che oggi trovano bello, tra un anno potrebbe già essere noioso. Non esagerate dunque con il colore e con mobili troppo pretenziosi, scegliete ad esempio una scrivania dalle tonalità chiare e riposanti. Ricordatevi che la cameretta deve “crescere” con loro e non essere cambiata ogni due anni. Se poi un giorno, in piena rivoluzione adolescenziale dovessero trovare le pareti troppo “anonime” potranno sempre ripitturarle come loro desiderano o utilizzare degli stickers che hanno il grande pregio di essere facilmente asportabili.

 

  1. POSIZIONARE SEDIE REGOLABILI

Se i nostri bambini passano le ore a studiare è importante che la loro postura sulla sedia sia corretta, sarebbe dunque opportuno predisporre di sedie che siano regolabili a seconda dell’altezza della scrivania, per non affaticare la colonna vertebrale.

 

  1. SCEGLIERE MOBILI COMPONIBILI O A SCOMPARSA

Quando la cameretta non è molto grande, specie se condivisa da più bambini, un’ottima soluzione salvaspazio potrebbero essere i mobili componibili o a scomparsa, così da trasformare l’area studio in area relax con pochi veloci gesti. Molto frequenti, anche grazie alle grandi aziende di mobili low cost che negli ultimi anni hanno trasformato l’arredo delle nostre case, sono i tradizionali letti a castello o i più moderni letti a soppalco, in entrambi i casi il letto superiore risulta piuttosto difficile da rifare ma si acquisisce tanto spazio vitale nel resto della stanza.

 

Questi sono alcuni semplici consigli per adattare le camerette dei nostri bambini. Naturalmente ogni bambino, come ogni persona ha esigenze specifiche e un’individualità da assecondare e stimolare, certo è che la cameretta deve piacere anzitutto a loro. Allora fatevi consigliare e non mancate di condividerci le vostre camerette.

Se poi doveste decidere di non improvvisarvi interior designer, venite a trovarci in ufficio, vi proporremo nuove soluzioni residenziali con una camera in più!

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La Tuscia e i suoi comuni tra turismo ed enogastronomia

Con il termine Tuscia i Latini definivano la Terra abitata dagli Etruschi ovvero un’area estesa tra la Toscana, l’Umbria e il Lazio settentrionale che si declina in spiagge, campagne, zone montuose e lacustri.

Ad oggi la Tuscia corrisponde al territorio che si estende per tutta la provincia di Viterbo nel quale spiccano comuni e aree archeologiche come Tarquinia, Tuscania, Castel d’Asso, Norchia, Sutri e Ferento.

La Tuscia è una terra che molto ha da offrire sia dal punto di vista paesaggistico che storico-artistico e architettonico ricca com’è di borghi affascinanti come la famosa Civita di Bagnoregio, arroccata su uno sperone di tufo, o le meravigliose dimore storiche delle quali citiamo solo i due gioielli tardo rinascimentali di Villa Lante a Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola, parchi naturalistici e storico come il Parco dei Mostri di Bomarzo.

La Tuscia è inoltre un territorio termale dalle enormi potenzialità, merito delle sorgenti di acqua sulfuree dalle proprietà terapeutiche note fin dall’antichità e oggi rinomate anche all’ estero. E poi ancora i laghi vulcanici di Vico e Bolsena, il più grande d’Europa.

Nel descrivere le bellezze della Tuscia non può essere tralasciato un altro elemento di attrattiva del turismo nazionale e internazionale: l’enogastronomia. Grazie alla produzione di olio, vino e nocciole, la Tuscia si distingue e ottiene riconoscimenti di caratura internazionale. L’offerta turistica comprende inoltre numerosi eventi, dalla tradizionale festa del 3 settembre con il trasporto della macchina di Santa Rosa, a eventi culturali come Caffeina e cinematografici come il Tuscia Film Festival.

La fama delle bellezze della Tuscia in questi ultimi anni ha superato i confini nazionali soprattutto grazie ad investimenti in comunicazione e marketing e a iniziative digitali come l’app “visitViterbo” e una promozione territoriale sostenuta da imprese private, strumenti con i quali alcuni operatori turistici di Francia, Germania Svizzera e Inghilterra hanno trovato nella Tuscia un redditizio prodotto, emblema del “vivere all’italiana”. Si è formata infatti una rete promozionale costituita da sei Camere di Commercio Italiane all’estero (tra cui Londra, Marsiglia, Francoforte e Lione). Negli ultimi anni si è verificato un incremento del turismo nella Tuscia e in particolare nel suo capoluogo Viterbo dove, oltre ai turisti italiani (la maggior parte dei quali provenienti dalla vicina Roma) che amano trascorrere qualche settimana di relax termale, è stato riscontrato un aumento dei turisti stranieri, i quali secondo i sondaggi visitano le bellezze della Tuscia per qualche giorno nel fine settimana (5 giorni/4 notti nel caso dei gruppi) preferendo la zona del Lago di Bolsena. Così i servizi di alloggio e ristorazione hanno registrato un incremento dell’1,6% mentre i servizi di informazione e comunicazione sono cresciuti del 3,2%. Dunque la Tuscia, terra degli Etruschi, già conosciuta ai tempi dei Latini per essere ricca di risorse naturali e culturali, continua ad essere ancora oggi una rinomata meta turistica.

FONTI: Etruscan Life, Camera di Commercio di Viterbo, Lafune.it
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CASA AL MARE: COME ARREDARLA?

Cosa vi viene in mente quando pensate ad una casa al mare? Forse alla casa di famiglia dove avete trascorso tante vacanze estive durante l’infanzia? Una casa così diversa da quella di città dove abitavate durante l’inverno, magari arredata con i mobili “vecchi”, di scarto che nella casa di città non servivano più. Spesso infatti le nostre amate case al mare, il nostro rifugio estivo dalle calde città, si presentano spoglie e senza identità, seppure immerse in un contesto marino incantevole.Fermo restando che avere una casa al mare è una fortuna non da poco, perché non valorizzarla al meglio con un arredamento che gli conferisca lo stile “navy” che si merita?

Ecco per voi qualche dritta per arredare le vostre case al mare:

  1. COLORI TENUI
salotto casa al mare
Per uno stile marino, il bianco dovrebbe essere il colore predominante.

La casa al mare deve essere quel posto in cui vivere in pieno relax e serenità. Per questo motivo la scelta dei colori giusti per le pareti e l’arredamento è fondamentale. Vi consigliamo di abbinare all’immancabile bianco delle pennellate di colore, prediligendo le tonalità pastello di azzurro, che ricorda il cielo e il mare, ma anche il giallo e il verde.

2. LE RIGHE

divani a righe casa al mare
In salotto divertitevi ad abbinare tessuti a righe per divani e tende.

Caratteristica dello stile marinaro per eccellenza sono le righe. Divertitevi ad arredare il vostro salotto e la vostra camera da letto con tessuti (preferibilmente naturali come il cotone e il lino) a righe per cuscini, tende, tovaglie, ma senza esagerare mi raccomando!

3. LEGNO, CORDA E VIMINI

shabby chic casa al mare
I vecchi mobili di legno scuro possono essere riverniciati in stile shabby chic.

In un contesto naturale come quello marino anche l’arredamento interno della nostra casa al mare deve far rivivere quel contatto con la natura. Per questo sarebbe bene prediligere materiali in legno naturale, corda e vimini che danno quel senso di ospitalità e convivialità dei falò sulla spiaggia e di sicurezza delle barche attraccate al porto. Se il legno, specie il legno scuro non vi piace, potete sempre riverniciarlo di bianco, dandogli una bella rinfrescata in perfetto stile shabby chic, i vostri vecchi mobili vi ringrazieranno, statene certi!

4. OGGETTI TROVATI IN RIVA AL MARE

mensola conchiglie casa al mare
Conchiglie, rami e legnetti trovati in riva al mare possono decorare la vostra casa al mare.

Ebbene sì, contribuire alla pulizia della spiaggia vi permetterà di riciclare tanto materiale per arredare la vostra casa al mare. Conchiglie, stelle marine, bottiglie di vetro, vetri corrosi dall’acqua del mare, sassolini, legnetti, reti da pesca, remi, e persino conservare una manciata di granelli di sabbia, tutto può essere riutilizzato per “portare un po’ di mare” nella vostra casa.

5. DONDOLO O AMACA

sedia a dondolo casa al mare
L’ideale sarebbe avere un dondolo o un’amaca dove rilassarsi guardando il mare .

E ora che sapete come arredare la vostra casa al mare non vi resta che viverla e godervela!