Il libro delle case

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Diciamocelo francamente cosa potevamo volere di più? Metti un blog che recensisce libri che raccontano di case, aggiungi un libro fresco di stampa che si intitola “Il libro delle case” e boom l’equazione è riuscita!

Se questo non bastasse, già dalle prime pagine appare chiaramente che Andrea Bajani sia un agente immobiliare mancato o un feticista delle riviste con gli annunci immobiliari, quelle che escono ogni mese e non si può far a meno di sfogliare anche se non si cerca casa, insomma il nostro 500case per capirsi!

Bajani racconta le case meglio di un agente patentato: collocazione al piano, sequenza degli spazi, finiture e dettagli dell’arredo, di alcune allega anche la planimetria, un professionista!

Sia chiaro, non tutte le 38 case raccontate sono reali, case fatte di stanze, occupate da mobili e persone. Alcune, anche se si chiamano Case, sono dei contenitori dove avvengono fatti (la Renault 4 dove venne ritrovato il corpo di Aldo Moro, il carapace di una tartaruga), altre sono spazi immaginari dove stipare ricordi o, ancora, oggetti in cui il protagonista trova rifugio.

Quando racconta le case, Bajani è più concreto e preciso di quanto faccia con le persone.

Il suo è un linguaggio scorrevole ma poco confortevole, si sta comodi come su una sedia di paglia scheggiata che ti punge ad ogni movimento finché con nonchalance decidi di alleggerire il peso contando sui tuoi poveri quadricipiti.

Ecco, io ho dovuto ricominciare due volte e prendere qualche appunto (non c’è niente da ridere, sono affetta da precisionismo).

Torniamo al libro, ogni casa è collocata in un anno specifico tra la seconda metà del ‘900 e l’anno scorso, non in ordine cronologico. Di fatto i salti cronologici non aiutano a stare dietro alla trama (perché ci sarà una trama da qualche parte!). Una mappa tipo ‘Signore degli anelli’ che va da Roma a Torino con qualche puntatina a Parigi mi avrebbe certamente aiutato.

Il protagonista si chiama Io. Un altro spuntone. Immaginati a leggere iniziando la frase con la prima persona singolare e non si sta parlando di te. Nel disagio complessivo, la situazione si complica perché ciascun personaggio si chiama col nome comune del ruolo che riveste: Madre, Figlia, Sorella, Padre, Inquilini. Non un nome proprio in tutto il libro. Che mi vuoi dire Andre’, dai un nome a ciascuna casa ma non vuoi farmi entrare in confidenza con i tuoi personaggi? Quadricipiti in fiamme.

Il primo discorso diretto arriva dopo 95 pagine (e non è neanche un dialogo!), diciamo che è una sfida arrivare alla fine ma io l’ho capito Andrea, e lo spoilero all’intera giuria del LXXV Premio Strega, Andrea ha creato un mondo alla Lego, con tanti spazi ben definiti (un po’ spigolosi ma funzionali) dove i personaggi vestono i panni del proprio ruolo, come una divisa, e non cambiano mai. Certo Madre, nella vita immaginata di qualsiasi giocatore di Lego avrebbe protetto Io mentre Padre non avrebbe dovuto essere violento, imprevedibile né depresso, ma qualche vigorosa pennellata di vita vissuta nel libro c’è!

A questo punto ti capirei se non ti fiondassi in libreria per acquistarlo, ma ti lascio con una delle mie immagini preferite che ti farà cambiare idea “è da qui, nascendo, che il mobilio detterà a Io per sempre la sua legge: sarà lui, da oggi in poi, ad avere l’ultima parola su tutti gli spazi che Io vorrà abitare, sulle metrature, sull’altezza dei soffitti, sull’organizzazione degli oggetti, dei vestiti, della pasta e del cibo in scatolette. Sarà l’arredo, smontato e rimontato, caricato e scaricato dai furgoni – da Io o da una ditta di traslochi -, a scartare delle opzioni. Sarà lui a imporre il gusto. D’ora in poi tutto avrà il suo aspetto…

E con questa immagine lancio una sfida a tutti gli agenti immobiliari del mondo. Vince chi non abbia mai avuto a che fare col cliente interessato che dopo aver visto la casa con tutti i parenti possibili, il tecnico di fiducia e perché no lo zio muratore, col metro in mano abbia sentenziato “Non va bene” perché non c’è posto per il comò della nonna!

L’autore

Andrea Bajani è nato a Roma nel 1975. E’ autore, tra gli altri, dei romanzi Cordiali saluti (2005), Se consideri le colpe (2007, premio Super Mondello, premio Brancati, premio Recanati, premio Lo Straniero), Ogni promessa (2010; premio Bagutta), di prossima pubblicazione per Feltrinelli, e dei volumi di poesie Promemoria (2017) e Dimora naturale (2020), editi da Einaudi. Con Feltrinelli ha pubblicato Mi riconosci (2013). Attualmente è writer in residence presso la Rice University di Houston, in Texas.

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