Ordini l’ultimo giallo di Louise Penny, mai letto niente prima d’ora, belle recensioni, trafiletti incoraggianti, aspettative alle stelle, d’altronde speri che tutto si svolga dentro una casa dalle pareti trasparenti. Il titolo non può mentire!
Invece niente! Niente casa, manco un appartamento… da brava fan di Jessica Fletcher non ti dai per vinta e in qualche ora di divori le prime 150 pagine. Vanno giù di gusto con un bel ritmo di flashback e ritorno al presente, il tutto ambientato nel Québec che da pessima giocatrice di Risiko sai strategicamente collocare più o meno vicino all’Alberta (e giù pacche sulle spalle!).

Tutto piuttosto tranquillo in principio, come d’obbligo nei gialli che si rispettino, in un vai e vieni tra Montreal e Three Pines, un vero paradiso di tranquillità d’altronde ci sono solo tre pini e poco altro. Ma guarda un po’ in quel paradiso viene trovato il cadavere. Toh!
Per fortuna c’è il capo della sicurezza Armand Betancourt, più âgé di Montalbano meno attraente di Magnum P.I., che con la sua squadra cercherà di risolvere il caso e, in un finale al cardiopalma, molto di più!
Da leggere anche se privo di case di vetro, a meno che con ‘case di vetro’ non si identifichi quel desiderio timido e voyeuristico allo stesso tempo di sbirciare nella vita degli altri.

È nata a Toronto. Ha lavorato a lungo come giornalista, conduttrice radiofonica e televisiva, occupandosi di cronaca e current affair, ma è con la scrittura che raggiunge il successo.
I suoi romanzi sono stati insigniti dei più prestigiosi premi letterari dedicati al genere, dall’Anthony Award al Macavity Award. È l’unica autrice ad aver vinto l’Agatha Award for Best Novel per quattro anni consecutivi. In Italia Piemme ha pubblicato L’inganno della luce nel 2013 e La via di casa nel 2017, entrambi con protagonista l’ispettore Gamache. Tra gli altri suoi libri ricordiamo: Case di vetro (Einaudi, 2019) e Il regno delle ombre (Einaudi, 2020).
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