Giro di Vento

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Ma proprio no. Non ci siamo. L’agente immobiliare descritto in questo libro, i suoi rapporti e la sua tipologia di clientela sono quanto di più lontano possibile da noi.

Il protagonista, Alessio Cingaro, è un giovane milanese rampante la cui vita è improntata esclusivamente all’esteriorità, al guadagno e ai rapporti basati sull’interesse. Tratta anche male la madre con la quale convive poiché non ritiene produttivo mantenere delle relazioni familiari basate su una qualche affettività.

La trama è questa: L’agente immobiliare con quattro clienti amici fra loro (due uomini e due donne) partono in auto da Milano per andare in Umbria, dove vorrebbero vedere e acquistare quattro case in campagna, al momento occupate abusivamente. Un guasto all’automobile in prossimità della meta da inizio a scontri e conflitti fra i cinque passeggeri. A piedi arrivano proprio al casolare da acquistare e incontrano i membri della comunità autonoma che lo occupa. La totale diversità di vita e valori fra loro fa emergere durante la breve convivenza tutti i pregiudizi, le incapacità, l’assenza di valori di questi cittadini invasati dal consumismo, viziati e nevrastenici.

Restare in un posto idilliaco in mezzo al bosco, senza segnale per il telefonino, circondati da animali, senza contaminazione da elettricità ne inquinamento di alcun tipo, sarebbe il sogno di relax di milioni di persone stressate. Si rivela invece un incubo in grado di far saltare tutto ciò che i milanesi ritenevano “giusto” come le conversazioni insulse, l’abbigliamento totalmente inadatto alla campagna, l’assoluta irrilevanza di una griffe fuori dalla vita cittadina.

Il libro scorre via facilmente, è colmo di ovvietà e banalità e punta a colpire forte su tutti i difetti derivanti dall’urbanizzazione anni 90/2000.

Ciò che mi ha fortemente irritato è stata la descrizione neanche troppo nascosta, della propensione alla truffa dell’agente immobiliare e il suo essere mosso soltanto dall’idea di guadagno senza riguardo alcuno per l’interesse la tutela dei clienti. Diciamo che il pregiudizio che già è siliconato con forza addosso alla categoria, trova qui una bella mano di rinforzo.

Io sottoscritta Fabiana Forieri, Casivendola convinta, dichiaro che Alessio Cingaro per me è l’anticristo e il vostro casolare di campagna vi ci porto io a vederlo ed acquistarlo senza disavventure!

Scrittore italiano. Ha viaggiato molto: parte per gli Stati Uniti, abitando a Boston, New York, Santa Barbara e Los Angeles, dove insegna italiano e fa altri lavori che racconterà nel suo primo romanzo.

Successivamente si stabilisce in Australia lungo le tappe descritte in Due di due: Sydney, Melbourne e il Queensland. A questo periodo risale la stesura di due romanzi che De Carlo non pubblica, perché li considera “esercizi di ricerca e formazione”. Torna in Italia, dove vive a Milano e Roma. Nel 1981 l’editore Einaudi pubblica Treno di panna, già scritto in inglese con il titolo Cream Train. Italo Calvino ne cura la quarta di copertina e diventerà anni più tardi un film diretto da De Carlo (il protagonista è Sergio Rubini), la cui trama riporta solo qualche somiglianza con il libro.

Tra i suoi libri: Uto, Pura vita, Durante, Di noi tre, Arcodamore. Nel 2018 ha pubblicato con La Nave di Teseo Una di Luna.

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