La casa degli spiriti

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Nel suo primo romanzo Allende racconta le vicende di una famiglia aristocratica cilena, quattro generazioni di donne con le loro famiglie e i loro nomi sempre più candidi: Nivea, Clara, Blanca e Alba. 

A leggerlo con l’occhio delle casivendole, lo svolgersi delle loro vite avviene all’interno di parecchie case.

Si comincia con la casa dei tre cortili dove iniziò tutta la storia dei Del Valle: tre cortili e tante stanze per una famiglia con 11 figli, servitù e parenti di passaggio. Poi si procede con la fattoria delle Tre Marie, dimora di campagna nel nord del Cile risollevata dalla miseria e dal terremoto più di una volta, che accoglieva la famiglia del padrone e quelle dei mezzadri. 

Alla fattoria, si alternano le vicende della “casa all’angolo” ovvero la casa di città costruita con munificenza da un architetto francese ma che nel tempo divenne un “labirinto di stanzette, scale, torrette e terrazze” per alloggiare ogni nuovo ospite. 

Distrattamente conosceremo la magione della provincia del nord che ha l’aspetto sinistro e barocco del conte de Satigny, il quartiere degli artisti con le sue case barocche e porte colorate, pareti circolari e tetti a cupola. 

Ogni casa, ogni stanza assomiglia al suo inquilino: la biblioteca dell’irascibile Esteban Trueba incute soggezione quanto il suo burbero abitante, la camera di libri dello zio Jamie è allo stesso tempo un covo e un mausoleo, la cantina, dove Alba si nasconde e trova i cimeli di famiglia (le borse con i libri dei viaggi fantastici del prozio Miguel, la pelle del cane barrabas, la testa della bisnonna…chi non ha un cimelio del genere in cantina?), è la parte della casa all’angolo in cui la giovane si rifugerà e vivrà la sua storia d’amore abbandonando l’infanzia e la camera che lei stessa aveva affrescato con le pareti celesti e il treno di animali e tutti i componenti della sua famiglia. 

Questo affresco ingenuo e languido precipita con gli eventi politici e il sanguinoso colpo di Stato del 1973. Nel romanzo ci sono i bombardamenti, i rastrellamenti, i desaparecidos, non manca nulla. In un attimo non ci sono più incanti, magie e chiaroveggenze, si mastica chiaramente il clima di terrore generale. 

A ben vedere tutti i protagonisti saranno vittime della brutale dittatura: sia chi desiderava le riforme sociali chi l’immobilismo e il mantenimento del potere della aristocrazia. 

Ma allora qual è la ricetta della Allende per sopravvivere alla desolazione?

Per questo mia nonna Clara scriveva nei suoi quaderni, per vedere le cose nella loro dimensione reale e per schernire la cattiva memoria. …vengo a conoscenza delle cose attraverso i quaderni di Clara, le lettere di mia madre … e tanti altri documenti che ora stanno sul tavolo a portata di mano. Mi sarà di molto difficile vendicare tutti quelli che devono essere vendicati, perché la mia vendetta sarebbe solo l’altra parte dello stesso rito inesorabile. Voglio limitarmi a pensare che il mio mestiere è la vita e che la mia missione non è protrarre l’odio bensì unicamente riempire queste pagine …

Alla desolazione si sopravvive scrivendo e quindi leggendo. E allora diamoci alla lettura!

Isabel Allende è nata a Lima, in Perù, nel 1942, ma è vissuta in Cile fino al 1973 lavorando come giornalista.

Dopo il golpe di Pinochet si è stabilita in Venezuela e, successivamente, negli Stati Uniti.

Con La casa degli spiriti, il suo primo romanzo (1982, Feltrinelli 1983), si è subito affermata come una delle voci più importanti della narrativa contemporanea in lingua spagnola.

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