La casa dei Gunner

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Se è vero che apprezziamo le cose, o le persone, perché riflettono un po’ di noi stessi, credo di aver divorato questo libro perché è “leggero”.

Tratta con freschezza il tema dell’amicizia e dei legami indissolubili che nascono quando si comincia a scegliere i compagni di vita (il più delle volte compagni di scuola) al di fuori dei legami familiari.

Rebecca, nonostante dimostri una trentina di anni dalla foto nel risguardo, racconta un po’ della mia infanzia, e suppongo quella di altri quarantenni (sigh) come me.

I Gunners sono un gruppo di sei ragazzini che si incontrano clandestinamente in una casa abbandonata alla fine di Ingram Street, una casa che “aveva un forte odore di muffa e piscio di gatto” appartenuta, in base alla scritta arrugginita sulla cassetta della posta, ai Gunners che però nessuno del quartiere aveva mai visto.

La arredarono con oggetti trovati per strada: materassi ammuffiti, cuscini macchiati, sedie con tre gambe e una torcia elettrica al posto del lampadario.

Lo so, lo so…la storia del gruppo di amici che condividono tutto, che si liberano dalle pressioni familiari e si rifugiano dal mondo esterno mentre esplorano la vita in un tempo della vita “In cui le cose non erano né difficili né complicate, in cui non c’erano né bugie né segreti, in cui non si poteva restare arrabbiati”, fa molto anni ‘80!

Tutto però finisce quando Sally si allontana, prima dalla scuola poi da casa Gunner. Uno strappo. Una ferita. La fine dell’infanzia. Anche se ognuno di loro era intimamente convinto di essere la causa dell’allontanamento di Sally, nessuno proverà a chiedere spiegazioni.

Questo strappo sarà una deflagrazione: tutti i componenti del gruppo prenderanno strade diverse sentendosi raramente via mail. Solo quindici anni dopo, in seguito al suicidio di Sally, gli altri 5 riusciranno a ricucire ciò che il senso di colpa, la vergogna, per alcuni, e l’inedia, per altri, aveva contribuito a sfilacciare.

Anche se il motivo dell’allontanamento di Sally non verrà svelato, i cinque comprenderanno che il senso di tutto rimane vivere nella speranza che qualcuno ti dica: 

“Sei perfetto! Adesso ti puoi riposare. Per me sei sempre stato perfetto.”

Solo perché è un tuo grande amico da sempre.

Rebecca Kauffman è nata nell’Ohio rurale e abita in Virginia.

Ha studiato violino alla Manhattan School of Music e scrittura creativa alla New York University.

La casa dei Gunner è il suo secondo romanzo.

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