La casa sull’isola

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Questa faccenda di leggere i libri sulle case mi sta sfuggendo di mano, bisogna che inizi a fare una cernita sennò rischio di beccare una sonora fregatura. Con questo libro ci sono andata parecchio vicina.

Alla fine ho deciso di recensirlo ugualmente magari qualche sfigato che come me è incappato in questa lettura e potrà aiutarmi ad apprezzarla. 


Beh iniziamo, a detta del risvolto, questo sembrerebbe il primo romanzo della Banner anche se online ho trovato altri titoli, forse un caso di omonimia? Non credo che approfondirò!

Brevemente, come dice il titolo in lingua originale, il romanzo parla di una casa ai margini della notte e se vi capiterà di leggere il libro non potrete dimenticarlo: è citata integralmente (intendo con tutte e cinque le parole), in corsivo e ripetutamente in modo ossessivo (o ridondante). Comunque nella casa ai margini della notte si avvicendano nell’arco di un secolo, attraverso due guerre mondiali, gli anni della ricostruzione, delle lotte sociali e dell’avvento del nuovo millennio, tre generazioni di Esposito.

La casa (scusate se a volte ne scriverò chiamandola solo casa ma credo possiate capire un sottinteso) si trova in cima ad un’isoletta di fronte a Siracusa. Castellamare. Qui, alla ricerca di un posto nel mondo, sbarcherà Amedeo Esposito un giovane dottore al primo impiego. Il primo medico condotto dell’isola. 

Al ritorno dalla Grande Guerra, Amedeo rileverà la casa ai margini della notte e assieme alla moglie Pina vivrà in questo edificio color ambra avvolto nei buganvillee in cima alla collina, alla fine della colonia di fichi d’india e all’arco di pietra. Da sempre destinata a bar, la casa ai margini della notte diventerà il luogo di incontro degli isolani per bere un goccio, mangiare arancini e giocare a carte. Nel corso dei decenni accoglierà la prima biblioteca, le prime trasmissioni radio dal fronte, il biliardo e la televisione. 

A detta di don Ignazio l’isola è ‘’un luogo segnato dalla cattiva sorte, afflitto dalla maledizione di un pianto eterno’’ e ‘’tutti quelli che vengono qui senza esserci nati lo vedono come un luogo deliziosamente rustico. Ma quelli che sono nati a Castellamare combattono con tutte le forze per lasciare l’isola’’. Tutti tranne i nostri protagonisti che rimarranno fedeli all’isola e si ritroveranno insieme alla casa ai margini della notte.

E vissero felici e contenti…io mica tanto. 

Catherine Banner è nata a Cambridge, in Inghilterra.

Laureata in letteratura inglese, ha lavorato come insegnante per alcuni anni. Sposata con un italiano, vive a Torino.

La casa sull’ isola è il suo primo romanzo.

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