Un tè a Chaverton House

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Finalmente una classica dimora inglese da godersi in tutto il suo splendore! Non che le dimore italiane siano da meno, lungi da me affermarlo, ma l’elemento più affascinante del nuovo romanzo di Alessia Gazzola è proprio l’ambientazione.

Chaverton House accoglie il lettore nel suo parco perfettamente curato, lo avvolge nella sua elegante austerità e lo coccola nella sua magnificente atmosfera british. Casomai foste appassionati di Jane Austen, o più prosaicamente fans di Downtown Abbey, ne sarete ammaliati, soprattutto immaginando l’immensa biblioteca che la protagonista della storia mostra quotidianamente ai gruppi di turisti e che è ricca di grandi classici inglesi molti dei quali sono prime edizioni. È qui che Angelica ama perdersi per ritrovarsi. 

<<I suoi colori sono morbidi, caldi, con la valeriana rossa che spunta dalle fessure. I tetti sono alti, spioventi, ornati di numerosi comignoli. La sua è una bellezza tranquillizzante e oso dire che qualsiasi gentiluomo di campagna (e soprattutto gentildonna, se è per questo), amerebbe Chaverton.>>

La storia d’amore che lentamente nasce e si sviluppa tra queste mura ha il sapore della rivincita per entrambi i protagonisti. Angelica ci arriva per caso in Inghilterra, intenta a svolgere delle ricerche su un suo bisnonno la cui vita è avvolta di mistero, mentre Alessandro è il manager della tenuta in cui lei si ritrova assunta come guida turistica. Angelica è in un momento di pausa nella sua vita. Non sa bene cosa fare, è stata lasciata dal fidanzato e soffre dei paragoni che la sua famiglia fa tra lei e i suoi fratelli in carriera. Alessandro è una quindicina di anni più grande e dovrebbe cambiare molte cose nella sua vita ma non ne ha il coraggio ed è infelice.

Chaverton house sarà per loro il luogo in cui scontrarsi, meditare, conoscersi e trovare il coraggio per fare delle scelte. 

“Non mi chiedo cosa ne sarà di me, non mi importa costruirmi mattone su mattone una stanza tutta per me che alla fine si rivelerà una cella. Io sono una mina vagante, rifiuto l’ordine come stile di vita e le imprimo una direzione seguendo la scia di un dolce profumo.”

Il personale di servizio, la vastità della dimora, l’aria di nobiltà decaduta sono tutti elementi che sembrano cornice ma in realtà sono parte del quadro. Niente di ciò che accade nel romanzo sarebbe lo stesso se non fosse avvenuto proprio lì. Ancora una volta, la magia descrittiva di una casa rende indimenticabile una storia. 

È un libro che consiglio davvero a tutti, si legge con facilità, ovviamente con una tazza di tè in mano.

Alessia Gazzola (Messina, 1982) è laureata in Medicina e Chirurgia ed è specialista in Medicina Legale. Ha esordito nella narrativa con L’allieva nel 2011, cui sono seguiti Un segreto non è per sempre (2012), Sindrome da cuore in sospeso (2012), Le ossa della principessa (2014), Una lunga estate crudele (2015), Non è la fine del mondo (2016), Un po’ di follia in primavera (2016), Arabesque (2017), Il ladro gentiluomo (2018), vincitore del premio Bancarella 2019 e Lena e la tempesta (2019). Dai romanzi della serie L’allieva, tradotti in numerose lingue, è tratta la serie tv di successo in onda su RaiUno con Alessandra Mastronardi nei panni di Alice Allevi e Lino Guanciale nel ruolo di Claudio Conforti. Collabora con i supplementi culturali di La Stampa e del Corriere della sera. Vive a Verona con il marito e le due figlie.
Con Questione di Costanza (2019) inaugura una nuova serie di romanzi incentrati sul personaggio di Costanza Macallè, a questo segue nel 2020 Costanza e i buoni propositi. Altre sue pubblicazioni sono: 
Un tè a Chaverton House
 (Garzanti, 2021).

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