Una stanza fatta di foglie

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La copertina del libro è attraente e il titolo mi ha fatto subito sognare:

Quanto può essere bella una stanza fatta di foglie?

Mi sono immaginata ogni tipo di avventura in quella stanza ma la storia del libro non è assolutamente romantica! Racconta senza troppi fronzoli la storia segreta di Elizabeth MacArthur, che emerge dalle lettere, dai diari e dai documenti ufficiali dei primi anni di esistenza della colonia del Nuovo Galles del Sud, riabilitandone il grande valore.

In questa terra inospitale e sconosciuta, Elizabeth convinse il marito John a entrare nell’allevamento di pecore e nel commercio della lana, ed ebbe così successo che divenne un simbolo di quella nazione.

Elizabeth, mentre John trascorreva diversi anni in prigione in Inghilterra, si occupò dell’azienda che però rese famoso il marito e non lei dato che le donne solo ruoli in casa potevano avere all’epoca.

La protagonista si muove in uno scenario desolato, per una decina di anni abita in case grossolane, poco più che baracche. La colonia è abitata solo da militari e galeotti e pochi sono i diversivi.

Stretta in un matrimonio privo di gioia, lontana dal suo paese e dai suoi familiari, si fa forza e cerca di far sentire sé stessa, la sua famiglia e gli abitanti della colonia un po’ a “casa” nel senso più sociale del termine. Stabilisce degli appuntamenti settimanali in cui riceve i militari e le mogli nel suo salotto, e in quelle ore tra chiacchiere, tè e a volte la musica di un vecchio pianoforte provano tutti a far finta che l’Inghilterra non manchi a nessuno.

Negli anni Elizabeth cresce come donna, scopre molto di sé, grazie anche all’incontro con il signor Dawes con il quale condividerà ore meravigliose nella “stanza fatta di foglie” da dove sentivano le onde sciabordare sulla riva, e guardavano i gabbiani.

Quel rifugio racchiuso su tre lati dal verde, testimonia il cambiamento della protagonista che aumenterà la sua autostima, capirà di avere la possibilità di gestire la sua vita con furbizia in un’epoca in cui alle donne era negato ogni potere e non sarà più passiva rispetto a quanto deciso unilateralmente dal suo bullo e ottuso marito, ma semplicemente resiliente.

E mentre le pagine scorrono, da buona Casivendola mi trovo a sognare non solo una stanza fatta di foglie, ma un’intera casa, con foglie che cambiano colore seguendo l’umore delle stagioni e che respirando, muovendosi, mi diano consiglio, protezione e sostegno.

Non ho questioni da risolvere così gravi come quelle affrontate coraggiosamente da Elizabeth ma “un petit coin” nascosto, dove pensare e rigenerarsi serve sicuramente a tutti.

E voi, ce l’avete la vostra “Stanza fatta di foglie”? 

Kate Grenville è una delle scrittrici più celebri d’Australia.

Il suo romanzo Il fume segreto (2005), l’opera che le ha dato fama internazionale, è considerato un vero e proprio classico della letteratura contemporanea.

Tra le sue opere figurano Sarah Thornhill, The Lieutenant, Dark Places il vincitore del premio Orange Prize, The Idea of Perfection. Nel 2017 Grenville è stata insignita del premio dell’Australia Council Award for Lifetime Achievement in Literature. Vive a Melbourne.

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