Una vita da libraio

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Da divoratrice di libri ho sempre subìto il fascino delle librerie, soprattutto quelle antiche, ed ovviamente ho anche pensato spesso di lavorarci dentro.

Ebbene, il realismo brutale dell’autore mi ha fatto del tutto afflosciare questo sogno! Lo scozzese autore ha prodotto questa incredibile perla rara sotto forma di diario giornaliero mentre lavorava. Sono stata catapultata in una serie di situazioni grottesche e tremendamente umane che mi hanno fatto ridere e affezionare ai personaggi ma che mi hanno anche chiarito che di romantico e sentimentale non resta nulla quando bisogna far quadrare disperatamente i conti in un settore che combatte con colossi quali Amazon o Abebooks.

Inoltre, devo dire che ho passato momenti di noia incredibile quando si susseguivano pagine e pagine di resoconti stringati delle varie giornate con incassi e tipologie di vendite. Ma il tutto contribuisce a delineare la ripetitività degli avvenimenti quotidiani che Shaun tenta in ogni modo di vivacizzare per se stesso e per gli incassi.

La storia inizia quando l’autore decide di rilevare “The book shop” nella cittadina scozzese Wigtown di sole 900 anime, dove si svolge il Book Festival di cui lui sarà realmente uno degli animatori principali. Lui abita al piano superiore e quindi  la sua vita ruota tutta lì.

Con ironia e spesso sarcasmo, condito dalla sua leggera spocchia, vengono descritti i clienti abituali e quelli meteora. Si salvano dai commenti solo i bibliofili veri che lui “annusa” da lontano e i bambini che leggono sprofondati nelle poltrone del suo negozio che gli suscitano tenerezza. Shaun ci offre anche excursus imperdibili in giro per la Scozia ogni qualvolta a bordo del suo furgoncino parte per andare a visionare e acquistare libri usati che sono la parte più redditizia della sua attività. Il cuore del racconto resta comunque The Book Shop, affacciato sulla strada principale della cittadina. Il locale è, per usare un eufemismo, piuttosto vintage e arruffato, con mille problemi strutturali che Shaun cerca di rattoppare quando proprio è in emergenza.

Spassosissimo il contrasto fra l’aspetto georgiano dell’edificio e l’interno freddissimo e pieno di infiltrazioni che richiedono lo spargimento di pentole raccogli goccia che ad alcuni clienti sembrano messe ad hoc per creare atmosfera!

Se anche tu hai sognato di lavorare in libreria o aprirne una, se ami l’odore della carta stampata e per te dare vita ad un libro usato è un atto quasi magico, allora questo libro decisamente non fa per te. Se sei in grado di avere un approccio alla questione senza sentimentalismi e con molto pragmatismo allora accomodati pure, apprezzerai il punto di vista di Shaun che in un raro momento privo di cinismo dice: “I nostri clienti paragonano la libreria a una grotta di Aladino, o a un labirinto, descrivendo un luogo dove non esistono porte interne e tutti gli scaffali, via via rinnovati negli anni, ospitano più di centomila libri, i veri protagonisti del piano terra

Shaun Bythell è propretario di una libreria dell’usato, The Book Shop, a Wigtown, in Scozia. È anche uno degli organizzatori del Wigtown Book Festival. Per Einaudi è uscito nel 2018 il suo romanzo Una vita la libraio.

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