We are Family

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Lo scorso anno ho ricevuto un bel po’ di libri in regalo oltre ad una tessera della mia libreria preferita e mi è capitata una cosa insolita. Mi sono dimenticata di un libro per mesi, fino a Natale quando l’ho casualmente scovato e letto. Per fortuna l’ho ritrovato (mano sulla fronte!), dato che il buon Fabio Bartolomei ha scritto una storia perfetta per le Casivendole!

We are family” passa dal darti calci sullo stinco a carezze sul viso, poi ti arrivano cazzotti in pancia ma qualche pagina dopo ti ritrovi a ridere o a commuoverti. La storia dei Santamaria non può lasciare nessuno indifferente, qualunque sia il piano di lettura che si sceglie. Il protagonista del romanzo si chiama Al (diminutivo di Almerico) Santamaria ed è un bambino prodigio. Vive con sua sorella maggiore Vittoria, la bellissima madre Agnese e il padre Mario detto Elvis. Questa apparentemente normale famiglia italiana, vive in affitto e ogni domenica: <<subito dopo la messa delle dieci e mezza, la famiglia Santamaria si chiude in macchina e parte alla ricerca della casa promessa. Mamma e papà dicono che è da qualche parte ma non sanno dove, sanno solo che è bellissima, grandissima e piena di luce>>.

Passano gli anni, la famiglia attraversa mille peripezie, arrivano ad affittare anche dei tuguri pur di risparmiare e i bambini grazie alla fantasia dei genitori e al grande amore che li unisce, vivono ogni difficoltà come un gioco. Sono abituati a stare con la luce delle candele, a convivere con la muffa, a girare per quartieri degradati. Ma sono convinti che la casa promessa arriverà.

Al cerca di aiutare i suoi genitori nella ricerca sin da quando ha 4 anni e si infila in situazioni rocambolesche e tenerissime come quando entra nella casa di due vecchietti suonando il citofono con la scusa di chiedere un po’ di acqua e ispeziona ogni stanza chiedendo anche informazioni sull’impianto elettrico!

Nonostante le disavventure, Al non molla e una sera all’età di 10 anni, ruba l’automobile e vaga per Roma e mentre cerca il casello autostradale, finisce in una zona di periferia rurale dove scorge un cartello “VENDESI”. Lì capisce <<cos’è quel certo non so che per riconoscere la casa promessa: è l’attivazione dei sogni. Non devo fare nessuno sforzo, non ho bisogno che un venditore mi dica di immaginarmela personalizzata come dico io, è la stessa casa a suggerirmelo>>. 

Proprio quella sarà la Casa Promessa dei Santamaria che dopo aver versato un anticipo e sottoscritto un mutuo ventennale, entrano in una ex autofficina senza allacci a gas, luce e telefono ma felici di essere lì insieme e in salute!

Da lì inizia la seconda parte del libro, quella in cui, a seguito di un viaggio di nozze in ritardo, i genitori partono lasciando Al e Vittoria da soli. Per molti anni i due ragazzi si occuperanno della casa promessa che diventerà un Principato Indipendente con moneta, stemma bandiera e anche l’inno (We are family delle Sister Sledge ovviamente)!

Al Santamaria non crescerà mai, nonostante il suo Q.I. altissimo.  Affronterà sempre ogni problema con la semplicità e positività dei bambini con l’unico scopo di creare e proteggere la casa perfetta per la sua famiglia perfetta, insegnandoci che indipendentemente dalla catapecchia in cui vivi, la casa promessa è un posto nel nostro cuore.

Consigliato a chi si complica sempre la vita inutilmente!

Fabio Bartolomei è nato nel 1967 a Roma, dove vive. Scrittore poliedrico, è un affermato pubblicitario e autore di sceneggiature.

Nel 2004 ha vinto il Globo d’Oro con il cortometraggio Interno 9.

Nel 2011 si è fatto conoscere dal pubblico dei lettori con il suo romanzo Giulia 1300 e altri miracoli. Insegna scrittura creativa. La banda degli invisibili è del 2012.

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